Cabernet franc Doc Venezia

Il Cabernet franc è uno dei vitigni a bacca rossa più noti al mondo e, grazie alla sua diffusione, uno dei venti vitigni più diffusi in assoluto. In Francia la sua coltivazione è molto ampia con i quasi 35 mila ettari di vigneto coltivato soprattutto nel sud e nel centro ovest. Tuttavia forse non tutti sanno che le sue antiche origini non affondano in questo Paese, ma in Spagna, in particolare nel versante iberico della catena dei Pirenei. Solo in un secondo tempo sarebbe stato introdotto in Francia grazie probabilmente ai devoti di ritorno dai pellegrinaggi a Santiago di Compostela.

Nella terra dei nostri ‘cugini’ d’Oltralpe, il suo sviluppo ha trovato le condizioni ottimali non tanto nel Bordolese, quanto nel dipartimento della Loira dove il clima temperato e fresco con estati calde e mediamente lunghe, terreni argillosi ed in alcuni casi sabbiosi, determinano condizioni ideali per il suo sviluppo. Tali condizioni le ritroviamo, in buona misura, anche nel nostro territorio del Piave dove non a caso ritroviamo il Cabernet franc non in assemblaggio con il più conosciuto Cabernet sauvignon, ma da solo e risulta, malgrado le sue note un po’ ‘selvagge’, particolarmente apprezzato. Forse c’è davvero bisogno di una riscoperta di questo nobile vitigno che paga un dazio pesante alla moda dell’assemblaggio o del gusto moderno (ma sarà davvero tale?) decisamente omologato ed un po’ troppo ‘piacioso’ del suo più noto cugino. In realtà il Cabernet franc è davvero in grado di raggiungere anche da solo punte di eccellenza importanti basta che ci sia una adeguata presentazione e comunicazione.

Si presenta sempre con un colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento, talvolta davvero impenetrabile. All’olfatto le note erbacee si fanno apprezzare accompagnate da sentori fruttati di mirtillo rosso, ribes e visciole con ricordi minerali di terra bagnata. Spesso si sposa un profumo quasi vinoso, di cantina, di vino appena spillato. In bocca dà più soddisfazione con sapidità e freschezza in grande equilibrio, ritorni vegetali e fruttati che diventano piacevoli ed armoniosi con tannini presenti ma mai aggressivi, quasi discreti, ed un finale amaricante di notevole persistenza.

Si accompagna soprattutto a primi piatti importanti come tagliatelle al ragù, lasagne al forno, ma si sposa anche bene con un bel coniglio alla cacciatora con sugo ai peperoni.